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La creatrice

01/12/2020 / Michael Gams
Alenka Smerkolj è cresciuta nella Jugoslavia socialista. Dopo una carriera internazionale nel mondo dell'economia, ha contribuito a creare la strategia di sviluppo a lungo termine della Slovenia e l'Agenda 2030. Oggi, nella veste di Segretaria generale della Convenzione delle Alpi, persegue gli obiettivi di sostenibilità a livello alpino.
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I carri armati avanzano in direzione di Lubiana, alcuni elicotteri vengono abbattuti. E' l'estate del 1991 quando scoppia la guerra dei 10 giorni. La Slovenia ha appena dichiarato la sua indipendenza, il governo jugoslavo vuole impedirlo. La giovane Alenka Smerkolj lavora nella divisione internazionale della «Ljubljanska Banka». La Jugoslavia si sta sgretolando, la banca è vicina al collasso. «Quell'anno ho imparato a nuotare», racconta Smerkolj. «Quando nel tuo lavoro ti capita questo, ti rendi conto che non ci può essere di peggio. Ma si impara anche che c'è sempre una via d'uscita.»

Estate 2020: il parquet nell'ufficio della Convenzione delle Alpi scricchiola, i raggi del sole entrano dalla finestra. Dalla sua scrivania, Alenka Smerkolj vede il centro storico di Innsbruck. E' passato un anno da quando ha assunto la carica di Segretaria generale della Convenzione delle Alpi. «Un percorso da montagne russe fra incontri, conferenze, eventi con ministeri e ONG.»

Nata a Lubiana, Smerkolj è cresciuta negli anni '60 con il sistema socialista della ex Jugoslavia. «Abbiamo imparato la solidarietà e l'apertura verso altro culture, nazioni e religioni.» L'istruzione e l'assistenza sanitaria gratuite erano scontate. Nel socialismo le aziende funzionano come altrove, ma appartengono ai lavoratori. «Quel sistema non era perfetto, ma garantiva più uguaglianza.» Lei immagina una forma mista fra questa filosofia e il sistema odierno. «Anche oggi la disuguaglianza è una delle maggiori sfide in tutto il mondo.»

In seguito Smerkolj ha studiato francese e spagnolo, pur non volendo fare l'interprete di professione. «Non riuscivo a immaginare me stessa tradurre i pensieri di altri. Volevo svilupparne di miei.» Perciò si rivolse a una banca che cercava persone con buone conoscenze linguistiche. Studiava e viaggiava molto. «Mi piaceva.» Dopo alcuni anni divenne responsabile dei mercati finanziari e di più di 200 dipendenti. Poi venne la crisi del 2008 e con essa anche una crisi di identità: «La disillusione non riguardava tanto la mia banca e quello che le successe, ma le dinamiche nell'industria finanziaria.»

Smerkolj passò alla politica, divenne ministra slovena dello sviluppo, guadagnando la metà del suo stipendio precedente. «Tutti in banca mi diedero della pazza, ma io volevo cambiare qualcosa invece di criticare gli altri.» Nel frattempo divenne la prima donna a capo del ministero delle finanze ed elaborò la strategia di sviluppo a lungo termine della Slovenia e l'Agenda 2030, gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. «Iniziai a capire che c'è bisogno di sviluppo sostenibile se vogliamo lasciare qualcosa anche alle prossime generazioni.»

Anche nella Convenzione delle Alpi ha già vissuto una crisi, quella da Covid-19. Questa crisi ha messo in evidenza «che non dobbiamo focalizzarci sulla sola crescita del PIL, ma puntare anche sul benessere della collettività.»

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